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Testo Unico IVA

Testo Unico IVA e gestionali: cosa cambia nel 2027 | Buffetti

Il 2 gennaio 2027 apri il gestionale e registri la prima fattura dell'anno. È un'operazione che fai da anni, sempre con lo stesso codice IVA, scelto dallo stesso elenco. Solo che quel codice porta con sé una dicitura di legge che dal giorno prima non esisterà più.
Non succederà niente di drammatico: non si bloccherà nulla, non arriveranno sanzioni. Ma sarà il momento in cui una riforma che sembrava materia da avvocati arriva sulla tua scrivania.
Il motivo si chiama Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026). In pratica, tutte le norme sull'IVA, che oggi sono sparse in decine di leggi diverse, sono state raccolte e riordinate in un testo solo.

Le regole dell'IVA non cambiano: si calcola come sempre, si detrae come sempre, si fattura come sempre.
Cambia solo il posto in cui le regole sono scritte, e quindi il numero dell'articolo che le contiene.

Sembra una questione di targhette. E invece è proprio il punto: il tuo software gestionale quelle targhette le usa sul serio. Sono dentro i codici IVA, dentro le causali contabili, dentro le diciture che finiscono stampate in fattura, dentro le procedure che leggono le fatture elettroniche che ricevi. Cambia il numero, e qualcosa da qualche parte deve essere aggiornato.
C’è però una buona notizia: hai qualche mese per arrivare pronto, e gli aspetti da controllare sono quattro. Te le diciamo subito, così sai già dove si va a parare.

I quattro controlli da effettuare entro il 2026, conseguenti all’aggiornamento del Testo Unico Iva, sono i seguenti
1. chiedi al tuo fornitore del software gestionale quando arriverà l'aggiornamento e cosa coprirà;
2. fai l'elenco dei codici IVA e delle causali che avete creato voi su misura: quelli nessuno li aggiorna al posto tuo;
3. prova la ristampa di un registro IVA vecchio e controlla che le diciture siano ancora quelle giuste per quell'anno;
4. fatti confermare che l'importazione delle fatture elettroniche sappia leggere sia i vecchi sia i nuovi riferimenti.
Vediamo perché ognuno di questi conta, e cosa succede se lo salti o lo dimentichi.

Da quando cambia: la data è il 1° gennaio 2027

Una data sola da segnare in calendario: 1° gennaio 2027.

Fino al 31 dicembre 2026 non cambierà assolutamente nulla. Registri, fatturi, liquidi e dichiari esattamente come hai sempre fatto. Il decreto è già stato pubblicato, a gennaio 2026, ma le nuove regole partiranno solo dall'anno successivo, perché il Milleproroghe ha spostato in avanti di un anno tutti i nuovi Testi Unici fiscali.

Quindi il 2026 è da considerare l'anno-ponte. Non è un anno di pausa: è un anno in cui si può lavorare con calma. Che è una cosa diversa, e migliore.

Cosa vedrai cambiare concretamente
nel gestionale per il Testo Unico IVA

Il cambiamento che ti toccherà da vicino con le novità del Testo Unico Iva è questo: gli articoli di legge a cui sei abituato cambieranno numero.
Qualche esempio di quelli che incontri più spesso:

Se registri.... Oggi la dicitura richiama Dal 2027 richiamerà 
Un'operazione esente art.10 art.37
La detrazione dell'imposta art. 19 art. 56
Una fattura (regole di fatturazione) art. 21 art. 72
Uno split payment verso la PA art. 17-ter art. 65
Editoria e regime monofase art. 74 art. 112
Attività multiple separate art. 36 art. 63

(L'ultima riga è l'unica facile da ricordare: bastava invertire le cifre.)

Cosa significa in pratica? Che dal 1° gennaio 2027, per registrare la stessa identica operazione che registri oggi, in molti casi ti troverai a usare codici nuovi e diversi da quelli usati fino al giorno prima. Stessa fattura, stesso cliente, stesso trattamento IVA, codice diverso nell'elenco.

Ed è qui che si capisce quanto sia importante non arrivare impreparati il 2 gennaio.

Codici IVA standard o personalizzati: chi li aggiorna

Questa è la distinzione che fa la differenza tra "non me ne accorgo nemmeno" e "ho del lavoro da fare".

Se i codici IVA e le causali del tuo gestionale sono quelli standard, cioè quelli che ti sono arrivati dal fornitore e che non si possono modificare, il lavoro lo fa il fornitore. Arriverà un aggiornamento silente e te ne accorgerai a malapena. Perfetto.

Se invece nel tempo avete creato codici vostri, perché serviva una causale particolare, perché il consulente ne aveva impostata una su misura, perché quel cliente ha una casistica strana, quei codici il fornitore del software non può e non deve toccarli. Non per cattiveria: perché li avete fatti voi, seguendo logiche che solo voi conoscete, e sovrascriverli rischierebbe di alterare qualcosa. Quindi quei codici li dovete allineare voi.

Ecco perché il controllo numero 2 è il più urgente della lista. Non è un lavoro difficile: è un lavoro di cui è necessario essere consapevoli che dev’essere svolto. Se non sai quanti codici su misura hai in casa, non puoi sapere quanto tempo ti servirà per aggiornarli.
Attenzione, quindi, all'illusione più comune: "è uscito l'aggiornamento, siamo a posto". Se avete codici personalizzati, l'aggiornamento del fornitore del software gestionale risolve solo una parte del problema. L’altra è a tuo carico.

Ristampe e registri IVA degli anni precedenti

Questo è il punto che sfugge quasi sempre.

Il gestionale non stampa solo l'anno in corso. Ristampa registri IVA, liquidazioni e decine di altri documenti anche degli anni passati, quando arriva una richiesta, una verifica, un controllo interno, o semplicemente perché serve un duplicato.

Ora: una ristampa del registro IVA 2025 deve riportare le diciture del 2025, non quelle del 2027.

E una del 2028 deve riportare quelle nuove. Il software gestionale deve cioè sapere quale anno sta stampando e gestire di conseguenza i dati da imputare. Non è un "sostituisci tutto ovunque" e per sempre ma è un’attività molto più precisa e dettagliata che dev’essere analizzata.
È una verifica che costa cinque minuti oggi: se ristampi il registro di un anno chiuso e guardi cosa c'è scritto. Farla davanti a un verificatore costa molto di più e complica la situazione.

Fatture elettroniche: perché l'importazione
deve conoscere entrambi i riferimenti

Ultimo fronte, il meno visibile e il più insidioso. Riguarda la procedura che acquisisce le fatture elettroniche e le contabilizza in automatico.

Molte di queste procedure non guardano solo i codici del tracciato: vanno a leggere il testo scritto dentro alcuni campi della fattura e ci cercano dentro il richiamo a un articolo preciso, per capire come registrarla. Uno dei richiami più cercati è proprio l'articolo 74.

Dal 2027 quel testo potrà arrivare scritto alla vecchia maniera oppure alla nuova, a seconda di quanto è aggiornato il fornitore che ti ha mandato la fattura. Tu non lo controlli. E siccome non tutti si aggiorneranno insieme, per un bel po' di tempo riceverai fatture scritte in tutti e due i modi.

Quindi la procedura di importazione deve saper riconoscere entrambi. Se ne riconosce uno solo, quelle fatture non vengono registrate come dovrebbero, e te ne accorgi tardi.

Cosa rischi davvero se non ti prepari

Mettiamo subito in chiaro la cosa più importante, perché le domande vere che ti stai facendo sono due: con l’aggiornamento del Testo Unico Iva, rischio sanzioni e/o rischio di bloccarmi?

La legge ha previsto una rete di sicurezza esplicita: qualsiasi documento che nel 2027 richiami ancora la vecchia norma si intende automaticamente riferito al nuovo articolo corrispondente. In concreto, se nei primi mesi del 2027 il gestionale emettesse una fattura con la dicitura vecchia, quella fattura è comunque valida a tutti gli effetti: lo SdI non la scarta, e nessuno ti sanziona.
Bene. Allora perché preoccuparsi? Perché dover agire adesso?

Perché il rischio non è la multa. È il lavoro in più che c’è da effettuare.

Cosa c’è da considerare:
che le fatture in arrivo non si registrano da sole.
Se l'importazione non riconosce il nuovo riferimento, l'automatismo salta e quelle fatture sei costretto a registrarle a mano. Moltiplicato per quante ne ricevi al mese, diventa un bel monte ore.

Gli errori li scopri tardi e poi?
Un codice IVA disallineato non fa rumore quando lo usi. Fa rumore in liquidazione, o peggio in dichiarazione annuale, quando i conti non tornano e devi risalire a ritroso per individuare l’errore.

Documenti da rifare
Ogni registrazione sbagliata è una correzione da effettuare dopo, con più fatica di quanta ne sarebbe servita prima.

Domande a cui rispondere.
Non è illegittimo, ma spiegare perché una stampa del 2025 riporti articoli del 2027 è tempo perso e si fa brutta figura.

In una riga: la legge ti garantisce che il 2 gennaio non ti fermerai.
Non ti garantisce che il primo trimestre sarà pulito
.

Come prepararti: i quattro controlli, in pratica

Riprendiamo la lista dell'inizio, adesso che sai perché ti è utile e rianalizziamo passo passo cosa fare in seguito all’aggiornamento del Testo Unico IVA.

1. Chiedi al fornitore del software gestionale. 
Tre domande secche: Quando esce l'aggiornamento? Copre anche i codici che abbiamo personalizzato? Le ristampe degli anni vecchi restano corrette?
Sono domande legittime e se le aspettano: le software house stanno già lavorando all'adeguamento per essere pronte al 1° gennaio 2027.

2. Fai l'elenco dei codici su misura.
Estrai la lista dei codici IVA e delle causali contabili attive e segna quali non sono standard.
È mezza giornata di lavoro che trasforma un'emergenza di dicembre in una lista di cose da compiere. Un’attività che può essere impostata con ampio anticipo e senza affanni.

3. Prova una ristampa vecchia.
Stampa il registro IVA di un anno chiuso, e guarda le diciture. Cinque minuti “persi” che diventano ore in seguito.

4. Fatti mostrare l'importazione fatture.
Chiedi alla software house la conferma che il gestionale sia in grado di gestire vecchia e nuova numerazione insieme.

Nessuno di questi quattro punti è complicato.
Sono tutti semplici da gestire, a patto di attivarsi quando c'è tempo, non quando è già gennaio e si è nel pieno dell’operatività.

Come preparare il gestionale al nuovo Testo Unico IVA

Se utilizzi un software gestionale, questo è il momento giusto per confrontarti con il tuo fornitore e verificare come verrà gestito l'adeguamento al nuovo Testo Unico IVA. Anticipare queste verifiche durante il 2026 ti permetterà di affrontare con serenità l'entrata in vigore della riforma, evitando criticità operative e garantendo la continuità dei processi amministrativi.

In quest’ottica, le soluzioni gestionali Buffetti sono già in fase di aggiornamento per recepire le novità introdotte dal Testo Unico IVA, assicurando la corretta gestione dei riferimenti normativi, delle causali e dei codici IVA standard, delle ristampe storiche e delle procedure di importazione delle fatture elettroniche. 

L'obiettivo di Buffetti è accompagnare aziende e professionisti verso il 1° gennaio 2027 con strumenti già allineati alla nuova normativa.

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